
Il compostaggio della frazione verde dei rifiuti solidi urbani avviene nell’impianto di BEA situato all’interno dell’area di Desio. Il compostaggio è una semplice ma precisa tecnica per realizzare il compost, ricco e nutriente concime naturale, utile per fare crescere forti e sane piante, ortaggi, fiori, attraverso il recupero e il trattamento della frazione verde (potature, tagli di prati e giardini, foglie secche, cortecce, segatura, paglia). Il compost o humus è una vera riserva di nutrimento per le piante, data la sua capacità di liberare in modo lento e costante elementi nutritivi come l’azoto, il fosforo, il potassio, assicurando la fertilità costante del suolo. Il compost può essere prodotto sia su scala industriale, come fa BEA nel suo impianto di via Agnesi, o a livello domestico. Il processo naturale di decomposizione, trasformazione e ricomposizione in humus, con tempi variabili tra 3 e 6 mesi, rimane sostanzialmente il medesimo.
Come accade in natura, il riciclaggio dei rifiuti organici, o compostaggio, si svolge in tre fasi: decomposizione, trasformazione e ricomposizione. I rifiuti organici, ammassati in cumuli, sono subito aggrediti da microrganismi chiamati aerobici, perché lavorano in presenza di ossigeno, che trasformano le molecole organiche in sostanze chimiche più semplici. In questa fase, la temperatura del cumulo aumenta fino a 60-70 gradi a causa del notevole utilizzo di ossigeno, il quale sviluppa molta energia.
Successivamente, intervengono altri decompositori, come funghi e batteri attinomiceti, che distruggono le parti più complesse, come quelle legnose. In questa fase la temperatura, data la minor richiesta di ossigeno, si abbassa e rallenta anche il processo di decomposizione. A questo punto intervengono altri organismi demolitori come lombrichi e millepiedi, che sminuzzano e rimescolano le diverse sostanze, portando a termine il processo di trasformazione. I rifiuti organici sono diventati compost, un ricco concime fertilizzante paragonabile, nel colore e nell’odore, all’humus del sottobosco.
L’impianto di compostaggio della frazione verde dei rifiuti solidi urbani di BEA svolge un compito fondamentale: riciclare una grande quantità di rifiuti organici che, altrimenti, andrebbero sprecati.
Con questo impianto BEA si propone di ridurre il quantitativo di rifiuti solidi urbani da smaltire nell’inceneritore, di rendere più economica la gestione di questo tipo di rifiuto e di valorizzare la frazione raccolta come recupero di materia.
L’impianto, che consiste in una pavimentazione in calcestruzzo armato, in due vasche di raccolta dei percolati e da una tettoia per il ricovero del prodotto finito, un trituratore ed un vaglio, ha una superficie totale di 4.420 m2 ed e’ in grado di accogliere a regime fino a 6 cumuli di rifiuti organici, esclusivamente scarti provenienti soprattutto da attività di manutenzione del verde, (potature, sfalci di prati e giardini, foglie secche, cortecce), con una potenzialità di 6.000 tonnellate annue.
Il processo di trattamento si svolge come segue: presso l’impianto arrivano gli automezzi carichi degli scarti verdi, che vengono pesati e quindi fatti scaricare in un’apposita area all’interno dell’impianto, dove il materiale da compostare viene controllato e stoccato. Per favorirne l’ossigenazione e la trasformazione in compost, il materiale in ingresso viene triturato e disposto in cumuli alti circa 3 metri, rivoltati periodicamente. Al termine del periodo di trasformazione, il compost ottenuto viene vagliato con un vaglio e stoccato in un’area dedicata in attesa di essere venduto.
Il compost ottenuto nell’impianto è un prodotto, definito “ammendante compostato verde” ed è richiesto prevalentemente dai vivaisti (per la costruzione di giardini, piantumazioni, ecc.) e dai terricciatori e può essere utilizzato anche in agricoltura con spandimento su campo.




