13 Dic 2013

Clean City, arresti a Monza

Arresti eccellenti a Monza nell’ambito dell’operazione “Clean City”, che ha fatto luce su sistematici illeciti nel settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti.

Sono contenuti in oltre 18.500 pagine gli esiti delle indagini dei finanzieri del comando provinciale di Milano, coordinati dalla Procura della Repubblica di Monza. ‘Clean City’, il nome dell’operazione durata oltre un anno che ha permesso di fare luce su una serie di reati finalizzati all’illecita, sistematica aggiudicazione di appalti pubblici, nel settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti e dei servizi ambientali. Al centro delle indagini la Sangalli Giancarlo & C. Srl. Padre (ai domiciliari per via dell’età) e tre figli (in carcere) alla guida dell’azienda di famiglia sono accusati di essersi aggiudicati appalti per un valore complessivo di oltre 260 milioni di euro attraverso il pagamento di tangenti a politici locali e funzionari pubblici compiacenti, che manipolavano le procedure di gara. […]

Diversi gli appalti pubblici vinti illecitamente dalla Sangalli che sono finiti sotto la lente dei magistrati e della guardia di finanza di Monza, che ha disposto 41 misure cautelari, tra cui quello per la raccolta dei rifiuti del Comune di Monza, (assegnato nel 2009, del valore di circa 127 milioni di euro).

Sono indagati per corruzione e turbativa d’asta, l’assessore con delega all’ambiente della precedente Giunta, Giovanni Antonicelli (ai domiciliari), la dirigente del settore ambiente Gabriella Di Giuseppe (in carcere), il presidente ed un componente della commissione ambiente dell’epoca, rispettivamente Antonio Gabetta e Daniele Massimo Petrucci – oggi consigliere in Provincia di Monza e Brianza – (per entrambi obbligo di dimora), un membro della commissione giudicatrice della gara Claudio Brambilla – attualmente segretario comunale in diversi Comuni in Provincia di Lecco e Bergamo -, il consulente nominato per predisporre il capitolato tecnico Stefano Mambretti (entrambi ai domiciliari), il presidente ed il direttore generale di Amsa Milano in carica nel 2009, rispettivamente Sergio Galimberti e Salvatore Cappello (per loro obbligo di dimora).
Sangalli Giancarlo, ed i figli Patrizia Annamaria, Daniela e Giorgio Giuseppe sono accusati di aver corrisposto una maxi tangente quantificata in oltre 1 milione di euro, suddivisa tra politici e funzionari del Comune di Monza, riuscendo a ‘pilotare’ i lavori della Commissione Ambiente e la nomina dei membri della Commissione giudicatrice della gara.

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